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Sito Ufficiale di Paul Michael Glaser
“La nostra capacità di amare è il nostro più autentico potere, il nostro più grande potere come esseri umani” PMG
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| UPDATED June 23, 2007 |
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“60 Minutes”4 febbraio 1990
Ronald Reagan: T utti noi cresciamo e impariamo lungo il corso della nostra vita, ed io ho imparato che chiunque può contrarre l’AIDS. Anche i bambini. Ma non è la malattia che spaventa, non la gente che ne è affetta. Forse è giunto il momento per tutti noi di imparare qualcosa di nuovo.
Ed Bradley: Se pensate che l’AIDS si possa contrarre solo da un ago ipodermico sporco, o attraverso il sesso indiscriminato, ripensateci. O ancora meglio, incontrate una famiglia, una famiglia modello, rimasta intrappolata nell’epidemia dell’AIDS senza alcuna personale colpa. Nel 1981, i Glaser ebbero una bambina. Fu un parto difficile e la madre fu trasfusa con sette flaconi di sangue. Mai passò loro per la mente che quel sangue avrebbe potuto essere infetto, o che ci fosse una qualche ragione per cui, tre anni più tardi, essi non dovessero avere un altro bambino. Come abbiamo detto, eravamo nei primi anni ’80, e il sangue contaminato dall’AIDS era qualcosa di cui quasi nessuno aveva mai sentito parlare. Certamente non Paul Glaser, che interpretò ‘Starsky’ nella serie televisiva “Starsky e Hutch”, e sua moglie Elizabeth. Ma un anno e mezzo fa, la loro bambina morì di AIDS, e durante la sua malattia essi scoprirono che sia Elizabeth che l’altro bambino avevano il virus dell’AIDS nel loro organismo.
Elizabeth Glaser : Quando venimmo informati dai medici della nostra situazione, nella nostra famiglia c’erano tre membri che avevano l’AIDS, o che erano infettati dal virus HIV. Il nostro dottore ci disse “Non raccontatelo a nessuno. Il mondo non è pronto per la vostra famiglia”. Bradley (voce fuori campo): Erano una coppia di Hollywood da invidiare. Lui è ora un regista di successo. Lei era la direttrice delle esposizioni al Children Museum di Los Angeles [Museo dei bambini]. Ma non appena cominciarono a condividere la loro tragica realtà, essi iniziarono a sperimentare direttamente la discriminazione di cui, fino a quel momento, avevano soltanto letto. Paul Glaser : Era la lettera scarlatta, un marchio. Facemmo esperienza di vari tipi di persone, che dicevano che non potevano starci vicini, che i loro bambini non potevano giocare con i nostri, um, e come risultato di tutto ciò… ah… ci aprimmo davvero molto… Elizabeth : Fummo costretti a mentire, dovevamo mantenere il segreto, dovemmo preoccuparci di tutte quelle orribili cose che stavamo vivendo quotidianamente. Bradley (voce fuori campo): Mentre nell’organismo di Elizabeth e del loro bambino, Jake, c’era soltanto la presenza del virus HIV, Ariel invece già aveva un AIDS conclamato, e le sue condizioni peggioravano ogni giorno di più. La malattia attacca diversamente l’organismo dei bambini che non quello degli adulti, e come nella maggior parte dei casi essa colpì il sistema nervoso centrale di Ariel. Elizabeth : Ariel non potè leggere, né scrivere, né camminare o parlare per mesi. Um…noi l’amavamo. Paul : Lei sentiva anche molto dolore…soffriva tantissimo. Fu colpita da innumerevoli cose. Non aveva un sistema immunitario, perciò era vulnerabile. Elizabeth : Un giorno la guardai e mi resi conto che stava iniziando ad indebolirsi. Alzai la cornetta e chiamai il dottore, e dissi “sta cominciando a cedere, dobbiamo ottenere l’AZT”. Esso rappresentava la sola speranza. Bradley (voce fuori campo): Fino a quel momento Ari era stata trattata solo con antibiotici. Il cosiddetto “farmaco miracoloso”, l’AZT, non era ancora stato approvato dalla FDA [Food and Drug Administration/Ente statunitense per il controllo di alimenti e farmaci] per il suo utilizzo sui bambini. Ma i Glaser erano disperati. Fecero ogni tentativo, usarono ogni possibile contatto. Elizabeth andò persino a Washington e parlò a chiunque l’ascoltasse. E finalmente ottennero il farmaco per Ariel.
Elizabeth : Ed esso ebbe un notevole effetto su nostra figlia, e…um…per tre mesi lei non aveva pronunciato una sola parola, e dopo tre settimane di somministrazione endovenosa dell’AZT, ecco che entrai nella sua stanza e lei disse ‘Buon giorno, mamma, ti voglio bene”… Andai da Paul e dissi …. ‘ha parlato!’ E per nove settimane dopo quel giorno lei continuò a migliorare, camminava, leggeva, scriveva. La speranza dei farmaci esiste, io l’ho vista con i miei occhi nella mia stessa casa.
Bradley (voce fuori campo): Ma l’AZT arrivò troppo tardi per alleviare le sofferenze di Ariel. La malattia era già troppo avanzata e tre mesi dopo la bambina morì. I Glaser cercarono di non cedere completamente all’amarezza.
Elizabeth : Abbiamo perso una figlia e la vita di nostro figlio è in pericolo. Ci sono moltissime persone che sono in queste condizioni. E ora non siamo più impreparati. C’è la rabbia, ci sono i problemi, e le risposte ai problemi, e ci sono persone che non vogliono affrontare i problemi, o le risposte ad essi.
Bradley: Elizabeth decise che la gente doveva affrontare il problema e trovare delle risposte. Con due amiche fondò la Pediatric Aids Foundation ed iniziò a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che l’AIDS dei bambini è una malattia molto diversa da quella degli adulti, e a lanciare l’allarme che nei prossimi 10 anni potrebbero nascere 20000 bambini affetti da AIDS. E’ decisa a raccogliere fondi per la ricerca perché un giorno quello che è successo alla loro figlia non accada a qualcun altro.
Elizabeth : Non sono un’intrigante. Sono una madre con un figlio la cui vita è in bilico, e inoltre sono una persona che può parlare per tutti quegli altri bambini la cui vita è in pericolo, e questi meritano il meglio.
Bradley: E infatti hanno tutto il suo impegno.
Elizabeth al telefono : Inizialmente ci era stato detto che il denaro, per 10 milioni di dollari, era stato appositamente stanziato.
Bradley: Elizabeth è inesauribile nella sua ricerca di fondi per questa causa. Ha fatto otto viaggi a Washington per supplicare, implorare, persuadere tutti quelli che vogliono ascoltarla.
(clip di Elizabeth mentre esamina degli appunti insieme a Susan De Laurentis. L’ultima pagina riguarda il bilancio per il ’90)
Bradley: Ora Elizabeth e la sua amica e co-fondatrice Susan De Laurentis si stanno preparando per prendere d’assalto Washington per la nona volta.
Elizabeth mentre esamina gli appunti : ‘Devono aggiungere altro nuovo denaro al bilancio. Però se lo tolgono da qualcos’altro non sarà la stessa cosa’ (clip di Elizabeth e Susan mentre stanno per entrare in un palazzo a Washington)
Bradley: Esse hanno molti buoni amici nella Capitale, tra questi gli assistenti dei Senatori Hatch e Metzembaum, che le hanno aiutate a muoversi in mezzo a quel labirinto che è la burocrazia di Washington.
Elizabeth mentre pranza in una stanza del ministero durante un incontro : ‘Ci sarà una persona specifica il cui unico compito sarà quello di occuparsi dell’AIDS pediatrico e dello sforzo coordinato all’interno del governo’. (parlando con un membro presente all’incontro):
Membro: ‘Perciò cosa vi serve per realizzare questo? Vi occorre un disegno di legge? O è sufficiente che loro prendano la decisione di nominare qualcuno?’
Susan: Ce lo dica lei!
Elizabeth : E chi farà questo disegno di legge?
Membro: Tutte le cose che il Senatore pensa sono sempre delle buone idee. (clip di Susan ed Elizabeth mentre vengono salutate caldamente dai Senatori Hatch e Metzembaum)
Bradley: Sono persino riuscite a creare una strana amicizia tra i Senatori Hatch e Metzembaun. La scorsa estate i due, che erano ai poli opposti nella vita politica, unirono i loro sforzi per pianificare un finanziamento a favore della Pediatric Aids Foundation, che ha raccolto due milioni di dollari. Glaser spera che lo faranno di nuovo quest’anno. (clip di Elizabeth e Susan mentre lasciano il palazzo)
Bradley: Guardando Elizabeth in piena attività, è difficile credere che questa inesauribile donna abbia contratto il virus HIV e che al momento stia prendendo dosi precauzionali di AZT. (Elizabeth e Bradley parlano ora faccia a faccia)
Bradley: Deve proprio lavorare tanto? Non dovrebbe risparmiare le sue energie?
Elizabeth : Qualche volta ci penso, ma conosco solo un modo di vivere, e cioè a pieno ritmo. Sono in corsa contro il tempo. Sono stata contagiata più di otto anni fa, mio figlio lo è dalla nascita. Devo fare tutto quello che posso subito e non pensare troppo al futuro. Bradley: Quanto realisticamente crede che riuscirà a fare?
Elizabeth : Prima di tutto non amo pensare in termini realistici. Mi piacerebbe che nei prossimi 12 mesi fosse tutto sistemato per quanto riguarda la responsabilità del governo e la conformità tra i suoi traguardi e i nostri. Um, non so se ci riuscirò. Se avessi affrontato le cose realisticamente non so se sarei riuscita a lasciare la mia casa. (clip dell’arrivo di Paul ed Elizabeth alla Prima ad Hollywood del film “Immediate Family” [“Parenti stretti]).
Bradley (voce fuori campo): Questa fu la prima apparizione in pubblico dei Glaser da quando cominciò il loro dramma personale, la prima del film della Columbia Pictures “Immediate Family”. Si trattò di uno spettacolo di beneficenza a favore della Pediatric Aids Foundation. Per la maggior parte degli ultimi tre anni avevano vissuto con il loro segreto, condividendolo solo con amici intimi e familiari. Ma lo scorso maggio, nel primo anniversario della morte della figlia Ari, vennero a sapere che il giornale scandalistico “The National Enquirer” stava programmando un servizio in prima pagina su di loro. Pur usando ogni mezzo possibile non riuscirono a dissuaderli dal pubblicarlo. Ma batterono l’Enquirer sul tempo. Consegnarono la loro storia al “Los Angeles Times” dicendo ‘se il nostro dramma deve venire allo scoperto vogliamo che avvenga a modo nostro’.
(L’immagine ritorna su Paul ed Elizabeth seduti sul divano)
Elizabeth : E ci fu un lieto fine. La nostra comunità e la scuola si strinsero intorno a noi. Voglio dire…la gente ci telefonava e diceva ‘Non abbiamo paura di voi. Vogliamo sapere come possiamo aiutarvi, cosa possiamo fare?’ (clip del party della Prima del film)
Bradley (voce fuori campo): Stasera sono qui per ringraziare amici e colleghi per essere venuti alla serata di beneficenza e per molto più di questo. (clip di Paul mentre fa un commovente discorso di ringraziamento con Elizabeth in piedi al suo fianco)
Paul : ‘A quegli amici che vediamo spesso, a quelli che vediamo solo occasionalmente, a questa industria che credo in parte abbia sempre saputo, a volte solo a livello di chiacchiere, una versione della nostra storia, e che ha scelto di rispettare la nostra privacy e ora si è riunita per sostenere la causa dell’AIDS pediatrico, a tutti voi (viene brevemente preso dall’emozione) dal profondo del mio cuore…grazie.’ (clip della festa di beneficenza, con un’immagine di David Soul insieme a Paul e vari altri amici e ospiti)
Bradley (voce fuori campo): Una delle ragioni per cui Paul ed Elizabeth Glaser furono costretti a vivere in segreto la loro terribile realtà, era la paura della reazione di questa comunità. Tre anni fa non credevano di certo che questa scena sarebbe stata possibile. Ma nel Paese l’atteggiamento verso gli ammalati di AIDS è in qualche modo cambiato. La gente è più informata sul modo in cui si contrae la malattia e di come sia quasi impossibile rimanere contagiati attraverso contatti casuali.
Elizabeth (voce fuori campo): Noi siamo le vittime di questa guerra, ma essa non è contro le persone contagiate, è una guerra contro il virus, ed è questo che l’America non aveva capito riguardo a questa malattia. (L’intervista continua con Paul ed Elizabeth seduti sul divano) Bradley: Questo può insegnare qualcosa su quanto sia difficile contrarre l’AIDS? Voglio dire, il fatto è che voi avevate….
Paul : E’ molto difficile…
Bradley: …una vita normale fino al momento in cui l’avete scoperto
Paul : E’ molto difficile contrarla (guardando Elizabeth)..Per quanto tempo sono stato esposto? Quanto a lungo? Aiutami a dire un numero…
Elizabeth : Bene…ero stata contagiata 5 anni prima che lo scoprissimo, perciò…
Bradley: Paul, aveva paura di essere contagiato?
Paul : Oh sì, sì…E’…assolutamente….voglio dire, nonostante tutte le rassicurazioni ricevute, nonostante le informazioni avute dai medici…è una paura irrazionale, è presente.
Elizabeth : Noi condividiamo il cibo, usiamo gli stessi bicchieri, ci baciamo, lui abbraccia Jake. Paul ha rapporti come ogni altro marito normale, e sta bene. Credo che questo sia un fatto davvero importante riguardo a questa malattia, cioè che l’AIDS non è un virus che si può prendere solo amando qualcuno.
(clip di Elizabeth mentre saluta l’ex Presidente Ronald Reagan, in arrivo alla Fondazione per girare un annuncio pubblico diretto da Paul a favore della Pediatric Aids Foundation)
(Il Presidente chiede come stanno)
Elizabeth : ‘Ah, buongiorno, Signor Presidente…sto bene…è bello vederla….Sono così eccitata che non riesco a smettere di sorridere’…
Bradley (voce fuori campo): Elizabeth incontrò per la prima volta Ronald Reagan alla Casa Bianca, e sebbene da Presidente non sposò la causa, ora invece si dimostra disponibile.
Elizabeth : ‘Questa è Susan Zeegan. Il Presidente Reagan. E Susan De Laurentis. Il Presidente Reagan. Questa è la Pediatric Aids Foundation, le diamo il benvenuto e la invitiamo ad entrare, e Paul…. (Paul, con un grande sorriso, stringe la mano del Presidente Reagan)
Paul : Salve Signor Presidente
Reagan: Salve Paul : E’ un piacere… Elizabeth : Questo è mio marito, Paul Glaser Paul : Come sta? Grazie per essere qui con noi. Elizabeth : Lui sarà il suo regista oggi… (Paul e il Presidente Reagan si dirigono verso una postazione per cominciare a girare il messaggio in favore di una maggiore presa di coscienza sul problema AIDS) Bradley (voce fuori campo): A testimonianza del potere di persuasione dei Glaser, fu chiaro in questo pubblico appello a favore della Pediatric Aids Foundation che il Presidente aveva cambiato opinione. (Clip di Reagan mentre pronuncia questo messaggio con la regia di Paul) Paul : Azione con la dolly [ telecamera montata su braccio movibile] A lei, Presidente. Reagan: ‘ T utti noi cresciamo e impariamo lungo il corso della nostra vita, ed io ho imparato che chiunque può contrarre l’AIDS. Anche i bambini. Ma non è la malattia che spaventa, non la gente che ne è affetta. Non si può prendere l’AIDS abbracciando qualcuno. Non vi sto chiedendo di inviare denaro, vi sto chiedendo qualcosa di più importante, la vostra comprensione. Forse è giunto il momento per tutti noi di imparare qualcosa di nuovo’.
Paul : Stop! (brevi ovazioni e battute di mani da parte dei presenti e della troupe) Bradley (voce fuori campo): Ma è del Presidente Bush, non di Ronald Reagan, di cui ora hanno veramente bisogno. (Clip di Elizabeth e Bradley mentre stanno parlando faccia a faccia) Bradley: Se potesse incontrare faccia a faccia il Presidente Bush che cosa gli direbbe? Elizabeth : Gli direi…non può smettere di aumentare i fondi per l’AIDS finchè il problema pediatrico non sarà completamente risolto. Non lasci che queste famiglie siano dimenticate. Abbiamo bisogno di un capitano di squadra. Abbiamo un grande Paese, uno stupendo Paese. Io credo che possiamo risolvere questo problema, forse non in tempo per salvare mio figlio e me, ma certamente in tempo per salvare migliaia di altre persone, se noi mobilizzeremo non solo le nostre risorse, ma anche un atteggiamento di interesse nei confronti di questa malattia. E vorrei che questo atteggiamento provenisse in maniera forte, dall’alto. (Clip di Paul ed Elizabeth mentre camminano abbracciati, sorridendo e ridendo, lungo Georgina Ave, a Santa Monica, in direzione della macchina da presa) Bradley (voce fuori campo): Che cosa farete ora? Quale sarà il prossimo passo? Paul (voce fuori campo): Abbiamo due piedi, continueremo a camminare… Elizabeth (voce fuori campo): Non si deve perdere la speranza. Voglio dire, non sappiamo quando si troverà per questa malattia una soluzione in grado di cambiare le nostre vite. Cosa si fa? Si continua ad amare il proprio figlio ogni giorno. Si va avanti e si apprezza la vita, anche se è terribile, perché si è contagiati, e si impara ad amare quello che sia ha al momento. I discorsi qui contenuti sono di proprietà di Paul Michael Glaser e del paulmichaelglaser.org.
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