Un’aperta e schietta intervista a Paul Maggio 2004
Pam : E’ stato stupendo vederti recitare in “Something’s Gotta Give” [“Tutto può succedere”] e in “Third Watch” [“Squadra Emergenza”]! Hai in programma qualcos’altro davanti alla macchina da presa nel prossimo futuro? (qualche parte importante per favore!)
PAUL : Non ho idea di quello che avverrà prossimamente.
Pam : Non vedo l’ora di leggere il tuo libro. Spero che si tratti della tua autobiografia (e che tu lo faccia pure come audiolibro! [registrazione audio di un libro letto ad alta voce]). I tuoi fans sono incredibilmente entusiasti delle due nuove sceneggiature che stai scrivendo. Continuiamo a sentire voci riguardo a “Sam & Harry”! (Magari potessi aiutarti a mettere insieme il finanziamento di cui hai bisogno!) I tuoi amici e fans sulla rete stanno cercando di pensare ad un modo per raccogliere questi 6 milioni di dollari per te . Davvero ammirevole! Che cosa puoi dirmi riguardo alle tue sceneggiature e al pilot per la tv [episodio di prova prodotto per vendere un serial ad un network televisivo] sui quali stai lavorando? Uno di essi è un film per te e David? (Con la speranza che tu sarai il protagonista in ognuno di essi!)
PAUL : Il “libro” del quale tu parli, se e quando lo scriverò, non è un’autobiografia. Per quanto riguarda le sceneggiature e i progetti, non porta fortuna parlarne prima. Mi dispiace.
Pam : Di cosa tratta il tuo pilot per la televisione?
PAUL : E’ sulla Santeria. (1)
Pam : Ti dirò che sia fisicamente che emozionalmente, tu sempre quando sei ferito reciti con una tale passione…che mi fa venire i brividi. Mi strappa qualche lacrima…un po’ di tachicardia…! Com’è stato interpretare il rigido Cap. Steeper??
PAUL : L’esperienza di interpretare il Cap. Steeper è stata piacevole principalmente perché coloro che lavorano in “Third Watch” formano un gruppo straordinario.
Pam : Quali pensi che siano i tuoi più grandi successi finora?
PAUL : Il mio più grande successo fino a questo momento è stato il mio ultimo respiro.
Pam : Come definiresti il tuo successo oggi?
PAUL : Non lo definirei. “Successo” è una parola pericolosa perché implica qualcosa che si è raggiunto, qualcosa attraverso cui identifichiamo noi stessi. La sola costante nell’universo è il cambiamento. Perciò l’unica “conquista” è l’essere riuscito in qualche momento a focalizzarmi su questo processo….rimanendo presente, e non credendo in nessuna “cosa” che ho raggiunto.
Pam : Oltre alla tua stupenda famiglia, cos’è che ti dà la gioia più grande?
PAUL : Il mio prossimo respiro. Una palla ben colpita giocando a golf. Pace e Amore.
Pam : Qual è il tuo genere di musica preferito? La canzone o il musicista che ami di più?
PAUL : La buona musica. Come può qualcuno avere una canzone “preferita”? Questo implica che una canzone si adatti a tutti gli stati d’animo, a tutti i momenti, ma siccome noi cambiamo continuamente, i nostri stati d’animo e sentimenti sono sempre diversi, allora anche la musica, le canzoni che riflettono quei momenti cambiano.
Pam : Quali sono i tuoi libri preferiti?
PAUL : I buoni libri. Oserei anche fare una distinzione tra lo “scrivere” e la “letteratura”. La “Letteratura” si riferisce ad un “voce” particolare da parte dello scrittore. Questo fatto unito alla capacità di insegnarmi e di emozionarmi.
Pam : Ci sono uno o due libri in particolare che ti hanno aiutato a fare la differenza nella tua vita?
PAUL : Ben più di due.
Pam : Se tu avessi un circolo letterario, quale sarebbe la lista delle tue letture consigliate?
PAUL : La mia memoria mi impedisce di rispondere bene a questa domanda. Ecco qualche libro che riesco a ricordare:
‘Cloudstreet’ [“Cloudstreet”]
‘Hunchback of Notre Dame’ [“Notre-Dame de Paris”]
‘The Green Accordion’ [“Crimini per fisarmonica”]
‘Many Minds Many Masters’ [“Molte vite molti Maestri”]
‘The Old Testament’ [“Il vecchio Testamento”]
‘The Aquarian Gospel of Jesus the Christ’ [“Il Vangelo Acquariano di Gesù il Cristo”]
‘Anything’ di Charles Dickens
‘Interview with a Vampire’ [“Intervista col vampiro”]
‘Dune’ [“Dune”]
‘Stranger in a Strange Land’ [“Straniero in terra straniera”]
‘The Agony and the Ecstasy’ [“Il tormento e l’estasi”]
‘Stones in the River’ [“Come pietre nel fiume”]
‘Uncle Remus’
e ancora…e ancora…
Pam : Per anni abbiamo sentito parlare del tuo lato artistico (pittura, fotografia, ecc.) C’è un artista particolare da cui trai ispirazione? Hai uno stile artistico preferito tipo arte contemporanea, mosaico, natura morta, ecc.? Ne possiamo vedere qualche fotografia?
PAUL : Un bel dipinto, una bella foto, ecc. Cos’è il “bello”? E’ una cosa totalmente soggettiva: quello che mi emoziona, che mi parla, che mi insegna, che mi ricorda…
Pam : Secondo la mia esperienza personale attraverso gli anni, tu sei sempre sembrato essere aperto, accessibile ai fans. Come affronti questo fatto in realtà? Voglio dire, non riesco ad immaginare come deve essere avere i paparazzi in agguato o della gente che vuole sempre invadere i tuoi spazi (ah, come ora!!) I tuoi fans provano persino più ammirazione e affetto per te ora che negli anni ’70. Riesci ad assorbire lo zelo e l’amore dei fans o è troppo surreale, un po’ inquietante?
PAUL : La celebrità può essere sia un’esperienza creativa che una disgrazia per chi ne è vittima. Durante questi anni ho esitato, vedendone meglio il lato “creativo” con l’età. Con “creativo” mi riferisco al fatto di realizzare la cosa, il che impiegò fino a qualche anno fa per divenire chiara ai miei occhi…. il tempo, le circostanze, i miei bisogni, ecc. portarono la mia vita a diventare pubblica. Si può dire sia “Perché io?” oppure “Perché non io?”. Questo e il livello di chiarezza che esiste nella verità fondamentale che le persone creano i loro “dei” al fine di mangiarli. Il lato positivo dell’esperienza è che c’è molta energia e amore da trasmettere nel mondo. La cosa più difficile è onorare il bisogno e il valore di essere soli.
Pam : Sei arrivato a conoscere te stesso in un modo diverso quando hai aperto di nuovo il tuo cuore e trovato amore e gioia con Tracy? In che modo ciò ha valorizzato il tuo cammino?
PAUL : Quando apri il tuo cuore arrivi a conoscere te stesso e chiunque altro.
Pam : Quali sono gli aspetti che preferisci nel fatto di essere padre?
PAUL : Essere padre. Non siamo noi a scegliere l’aspetto bello, quello felice, quello triste, quello doloroso o piacevole. Ma arriviamo a sperimentare tutto l’insieme. E questo è meglio dell’alternativa.
Pam : Tu hai portato avanti un ammirevole esempio di incredibile coraggio e forza nella tua vita. Il che non è una cosa facile da raggiungere quando sei costantemente negli occhi della gente. Coloro che ti hanno ammirato per tutti questi anni attribuiscono a te molte delle loro energie positive. Che ne pensi di questo? Quale consiglio puoi dare alla gente sul fatto di insegnare alle generazioni più giovani ad essere coraggiosi e forti nel mondo di oggi dove molte figure pubbliche spesso manifestano dei comportamenti negativi?
PAUL : Penso che sia tutto un fatto di “integrità”: la capacità di amare realmente ed onorare se stessi onorando gli altri. La capacità di imparare mentre insegniamo, di insegnare mentre impariamo, di dare mentre prendiamo, di prendere mentre offriamo. Non soffermandosi sul fatto di quanto siamo ‘diversi’, ma piuttosto di quanto noi tutti siamo simili. Di capire che la paura è destinata ad esistere nelle nostre vite, che siamo impotenti di fronte alla nostra mortalità, ma capaci nella nostra possibilità come esseri umani di riconoscere questo e scegliere di essere compassionevoli verso noi stessi nella nostra paura e quindi compassionevoli verso gli altri. Senza paura non troveremmo l’amore (la compassione). Fino al punto di poter accettare, di poter stare con quella paura, di non agire su di essa o di non coprirla con la rabbia, la collera, l’odio, la gelosia, l’invidia, la bramosia, la necessità di un credo in una verità esclusiva…è qui che possiamo sentirci una parte della famiglia umana…ed essa una parte di noi…e in ciò troviamo il nostro conforto, il nostro amore, la nostra vera identità…e la nostra integrità nella capacità di onorare tutto questo.
Pam : Di cosa sei maggiormente orgoglioso dell’uomo che sei diventato?
PAUL : Di aver imparato ad essere uno studente.
Pam : Quali qualità hai per le quali la maggior parte della gente vorrebbe averti come amico?
PAUL : Faccio un buon frullato di frutta.
Pam : C’è qualcosa di speciale che ti riguarda che la gente sarebbe sorpresa di conoscere?
PAUL : Faccio un buon frullato di frutta.
Pam : Quale diresti che è il tuo motto personale?
PAUL : “Niente da fare, niente da cambiare, tutto è perfetto proprio così com’è”.
Pam : Qual è la tua lista delle “cose da fare” nella vita?
PAUL : Meditare su quel mantra che ho citato.
Pam : Quali sono alcuni dei migliori doni che tu abbia mai ricevuto?
PAUL : Conoscenza, saggezza, amore…questa vita.
Pam : Hai detto molte volte che non sei stato un bambino felice. Un “monello” è la tua definizione di te stesso. Quali sono i tuoi ricordi piacevoli di Newton, in Massachussets?
PAUL : Pattinare sul laghetto di Kennard. “Saccheggiare” le viti Concord nel cortile dietro casa. Passeggiare fino al centro di Newton per una soda. Saltare sui cumuli di foglie morte in autunno. Camminare verso casa nelle serate nevose. Finire di tagliare l’erba, rastrellare le foglie, raccogliere le mele. Osservare dalla finestra gli scoiattoli d’inverno saltare attraverso i rami spogli degli alberi. Jack Oven, l’ “Uomo della Frutta” e il suo camion verde. I cani: Duke, e poi Dorn. Passeggiare nei boschi. La frescura del garage nei caldi giorni d’estate.
Pam : Una bella collezione di ricordi.
Quali sono i tuoi più forti stimoli?
PAUL : Paura e amore.
Pam : Chi furono la tua o le tue guide durante la crescita?
PAUL : -------
Pam : Permettimi di riformulare la domanda. Ci furono degli attori che tu apprezzavi che influenzarono la tua carriera?
PAUL : Ne dimenticherò più di quelli che ricorderò. Olivier, Brando, Max Adrian, Johnny Depp, Paul Muny, Edward G. Robinson, Bogart, Peter…?…., Sidney Greenstreet, Jimmy Cagney, Cary Grant….caratteristi di cui non riesco a ricordare i nomi, o non li ho mai saputi. W.C. Fields, Charlie Chaplin, Lou Costello, George E.Brown, Rod Stieger, Marcello Mastroianni, Richard Burton, Peter O’Toole…mi vergogno a dire che non riesco a ricordare altri nomi tra i “grandi”….James Dean….e così via…
Pam : Con quali valori queste persone contribuiscono al tuo benessere e al tuo cammino?
PAUL : -------
Pam : C’è stato un programma televisivo o un film che tu ricordi che ti ha particolarmente attratto verso l’arte della recitazione?
PAUL : Lassie.
Pam : Se potessi intervistare qualcuno che hai ammirato (sia esso vivo o morto), chi sarebbe e qual è la cosa più importante che gli chiederesti?
PAUL : Gesù. Che cosa accadde realmente?
Pam : Se la sua risposta fosse “Avvenne quello che è stato scritto”, questo come ti influenzerebbe?
PAUL : Gli chiederei di parlare con l’editore e mettere in chiaro ciò che fu un’allegoria e ciò che non lo fu.
Pam : Tu ti definisci un “Jew-Bu” [ebreo-buddista]. So che il Buddismo incoraggia i suoi praticanti a coltivare la “mindfulness” (sati in lingua pali) (2), sviluppando una piena consapevolezza di tutto quello che sei, di quello che è dentro di te, che c’è il bene in tutti noi e che ciascuno di noi dovrebbe cercare di diventare la miglior persona che può in effetti essere. Tu pensi di aver raggiunto questo?
PAUL : Penso che nessuno di noi “raggiunga” o “arrivi” mai in alcun posto, o traguardo, sebbene noi perseguiamo questo scopo, e poi cerchiamo di concepirlo, di possederlo o di descriverlo. Il viaggio è ogni cosa. L’arrivo è un’illusione.
Pam : In che modo intessi l’ebraismo con le tue convinzioni?
PAUL : Si intreccia da sè.
Pam : Il tuo primo lavoro di regia fu l’episodio “Bloodbath” [“Bagno di sangue”] in “Starsky e Hutch”. Come fu quell’esperienza? Che cosa ti piacerebbe condividere di essa con qualcuno che fosse sul punto di lavorare per la prima volta come regista?
PAUL : “Il sedere morde la sedia” [Paul intende dire che sebbene fosse alle prime armi e posto in condizioni difficili da gente più esperta intorno a lui, riuscì comunque a non fallire].
Pam : Quali aspetti ti piacciono di più nel dirigere? Quale aspetto rappresenta una sfida per te?
PAUL : Mi piace insegnare, muovere la macchina da presa, risolvere i problemi, raccontare la storia. La cosa che più rappresenta una sfida è combattere contro il tempo e gli elementi e sforzarmi di ottenere un qualche equilibrio.
Pam : Quali sono alcuni dei problemi più difficili che si sono dimostrati una sfida in quanto alla loro risoluzione?
PAUL : Il mio prossimo respiro.
Pam : Non mi piacciono particolarmente le riprese veloci effettuate con la “panning camera” [macchina da presa panoramica] usate in alcuni programmi. Si muove troppo rapidamente intorno alla scena e si sposta troppo velocemente tra un attore e l’altro. In che modo tu decidi quante saranno le angolazioni da cui riprenderai e se intendi o meno usare quel tipo di ripresa?
PAUL : Provo a cercare il nesso “organico” in quello che sta accadendo nella scena, da chi proviene il punto di vista, il ritmo emozionale, il passo, il passaggio da una scena, da un momento a quello successivo. Quando programmo un film, cerco di sedermi e di “girare il copione” con il cameraman almeno due o tre volte, non tanto con l’intento di pianificare le riprese, nonostante le idee comunque scorrano, quanto piuttosto per avere una visione d’insieme sull’intento, il punto di vista, il colore, la temperatura, il passo, i passaggi, ecc.
Pam : Se tu potessi dirigere e recitare in qualche produzione di tua scelta, quale ti piacerebbe o piuttosto scriveresti qualcosa per te stesso da interpretare? (Forse la tua nuova sceneggiatura?)
PAUL : Recitare e dirigere allo stesso tempo è controproducente.
Pam : Sì, penso che lo sarebbe, e tuttavia tu l’hai fatto con successo parecchie volte in “Starsky e Hutch”.
PAUL : Tu sei prevenuta. Io mi tenni pure fuori dalla scena per quanto possibile.
Pam : Ah, hmm, sì, questo è vero (e io cerco di non essere prevenuta!)…ma, di nuovo, la cosa funzionò anche se la tua performance come attore era solo di circa il 20% del copione!
Quando sviluppi e rappresenti un qualunque tuo personaggio, in che modo metti insieme le sue caratteristiche? Come riesci a trarre la sua personalità dall’interno di te stesso?
PAUL : Noi siamo tutti uguali. Stesse paure, stessi sentimenti, stessi bisogni. Perciò è soltanto necessario identificare le caratteristiche del personaggio dentro di te.
Pam : E tu lo fai così bene! Per esempio, tu mettesti tanta personalità e passione in “Starsky” che si poteva pensare che si trattasse in realtà di una rappresentazione autobiografica piuttosto che un personaggio di fantasia.
PAUL : A parte la creazione biografica del personaggio da parte dello scrittore o creatore, i personaggi dei films, specialmente quelli che diventano delle icone, non sono mai molto distanti dalla personalità dell’attore. Questo non per dire che la personalità dell’attore è iconica, lo sono solo quegli elementi che lui o lei ha tirato fuori per metterli in evidenza in quel personaggio.
Pam : Che cosa ti riesce più facile: il processo creativo di sviluppare un personaggio da rappresentare da una sceneggiatura altrui e portarlo in scena, o scrivere e sviluppare un personaggio in una tua personale sceneggiatura?
PAUL : Entrambi diversi. Entrambi sono strati di una cipolla che svelano strati sempre più profondi.
Pam : Chiaramente per te il recitare e produrre film è legato maggiormente al fatto di esprimere gli aspetti del personaggio o della storia, nei quali l’attore o il regista trovano se stessi. E’ come una rivelazione o una scoperta.
Molti nella cultura di Hollywood sembrano invece fare l’opposto: indossano delle maschere fornite loro tramite le storie o i personaggi. Recitare per loro è solo fingere.
PAUL : Sì, recitare significa “togliersi la maschera”, non indossarla. Io cerco di trovare il parallelo con la mia vita personale in quel momento in qualunque cosa faccio, così posso capire il “perché” di ciò che sto facendo e posso anche sapere dove si trova “casa mia” quando incontro dei problemi.
Pam : Ti vedi come un insegnante che aiuta la gente a togliersi queste maschere e a permettere a ciò che è vero di venire espresso “più onestamente”? Questo è al centro del tuo “insegnamento” come regista?
PAUL : Direi piuttosto che “imparare” è al centro del mio insegnamento. Quando insegno, apprendo di più riguardo a me stesso, riguardo a quella parte di me stesso che amo.
Pam : La tua carriera finora è stata tanto soddisfacente quanto tu avevi immaginato, o ci sono ancora alcuni lavori di regia che ti piacerebbe tentare?
PAUL : Cerco di non focalizzarmi su questo fatto perché ci sono sempre cose che vorresti fare, che avresti desiderato fare…ma questo non ha niente a che fare con ciò che è. E ciò che è, è tutto quello che c’è. (“Niente da fare, niente da cambiare, tutto è perfetto proprio così com’è”).
Pam : Raccontaci qualcosa delle tue esperienze teatrali nei summer stocks [repertori estivi] (3)
PAUL : Due estati e mezzo di due settimane di stock (cioè facendo le prove per una commedia mentre si recita in un’altra nelle stesse due settimane). Un’estate di una sola settimana di stock. Un’estate di repertorio Shakespeariano.
Pam : Quali sono i tuoi ricordi più cari dei tuoi giorni al college alla Tulane e alla Boston University?
PAUL : ?
Pam : Penso che “The Lady Cries Murder” sia stata la tua ultima apparizione a teatro. Faresti mai del teatro nuovamente? Cosa ti piacerebbe fare?
PAUL : Il teatro è il terreno, lo strumento dell’attore. Sempre mi piacerebbe tornare al teatro.
Pam : Una volta hai detto che ameresti scrivere una parte per te stesso nel Re Riccardo di Shakespeare. L’hai fatto, ne hai scritta una?
PAUL : Non ricordo di averlo detto…
Pam : Esaminando la tua carriera fino ad ora, sia come regista, attore e scrittore, quale consideri il tuo miglior lavoro e perché?
PAUL : Non penso di aver fatto il mio miglior lavoro.
Pam : Nessun momento come il presente!
PAUL : Mi correggo. Il presente è tutto ciò che abbiamo. Perciò penso, che proprio qui, proprio in questo momento…questo è il mio miglior lavoro.
Pam : “Wait till Your Mother Gets home” [“Aspetta che torni a casa tua madre”] e “The Great Houdini” [“Il grande Houdini”] sono due dei miei film preferiti nei quali hai recitato…finora! Ce n’è uno del quale sei più orgoglioso?
PAUL : No.
Pam : Le acrobazie che facesti in “The Great Houdini” furono sorprendenti. Rimanere sommerso capovolto così a lungo deve essere stato un po’ angosciante. Che cosa ti richiese tutto ciò in termini di apprendimento, specialmente la vasca con l’acqua?
PAUL : Una volta superato il disagio dell’acqua che mi risaliva rapidamente per il naso mentre venivo calato capovolto all’interno della vasca e la pressione dell’acqua che aumentava….non fu troppo difficile.
Pam : Ho molti episodi preferiti di “Starsky e Hutch”: “Starsky’s Lady” [“La ragazza di Starsky”], “Tap Dancing” [“Tango”] (nessuno può fare un casquet come “Ramone”!), “Bloodbath” [“Bagno di sangue”], “Deckwatch” [“Il coraggio di Anna”] (mi è piaciuto il simbolismo di quel sonoro ticchettio dell’orologio), “A Coffin for Starsky” [“Una bara per Starsky”], “The Fix” [“Il dilemma”], “Survival” [“Salvo per miracolo”], “Shootout” [“Regolamento di conti”], “Pariah” [“Sotto inchiesta”], “I love you, Rosie Malone” [“Ti amo, Rosie Malone”], giusto per nominarne alcuni. La stupenda amicizia e affetto che tu e David condivideste sia sul set che fuori è quello che praticamente fece il successo alla serie. C’è un episodio particolare che emulò la bellezza della vostra amicizia? Ci sono un episodio o due che preferisci?
PAUL : Non riesco a ricordare.
Pam : Se tu dovessi scrivere, dirigere ed essere protagonista in un film con David Soul, su che cosa ti piacerebbe maggiormente che esso si focalizzasse?
PAUL : Sulla riconciliazione.
Pam : Nel 1976 e 1977, noi tutti fummo felici di votare per te per il People’s Choice Awards, e tu vincesti nel 1977 e 1978 il premio di Photoplay per il “Miglior Attore”. Quando quella sera poi calarono le luci e le telecamere, come ti fecero sentire quei premi e tu ancora oggi li mostri con orgoglio?
PAUL : La gente crea i propri “dei” al fine di mangiarli.
Pam : Hmmmmm, non sono sicura su come interpretare questa risposta.
PAUL : Pensa a questo. Noi conferiamo a certe persone dei poteri divini, cioè il fatto di essere in grado di superare la loro paura della morte ed ottenere dei successi: l’eroismo. Una volta che questo accade, ecco che vogliamo qualcosa di loro. La loro foto, un pezzo degli abiti, un autografo…..l’ostia della comunione….
Pam : Sì, ecco perché ho sentito il bisogno di pensare su come rispondere a questo. Ho riflettuto su ciò fin da quando lo dicesti la prima volta. Certo non dirò che non ho qualche tua fotografia perché, senza dubbio, essendo una seguace della tua carriera, ummmm…sì le ho. E quando cominciò? Sul grande schermo con il nostro “agitatore” preferito… “Perchick” !!
Ammiro le tue capacità e sì, questo include tutti i tuoi “successi”. Questo significa che “creo i miei dei al fine di mangiarli”? Forse sì e tuttavia questo mi porta ad interrogarmi. So che, come una ben educata professionista, non dovrei idolatrare (in mancanza di una parola migliore), ma nel mio cuore godo della tua persona e del tuo lavoro. Infatti, mi stanno piacendo le tue profonde intuizioni….sempre insegni…non è così!…
PAUL : Noi TUTTI creiamo i nostri dei al fine di mangiarli. E’ una condizione umana.
Pam : Trovo che la maggior parte delle tue risposte siano molto spirituali. Certamente questa è una parte importante della tua vita. C’è un insegnante o una letteratura che ti è stata particolarmente d’aiuto?
PAUL : “INSIGHT MEDITATION” di Joseph Goldstein e Sharon Saltzberg. E’ un “viaggio eclettico”. Sono stato fortunato ad avere un certo numero di “insegnanti”.
Pam : Mi è piaciuta la tua apparizione nel film “Starsky & Hutch” (ah…la sola ragione per cui sono andata a vederlo!). Fui invitata ad una delle premieres a febbraio inoltrato e quando tu e David appariste sullo schermo TUTTI applaudirono e in piedi vi elargirono una grande ovazione. Fu davvero eccezionale da vedere, e devo dire…mi vennero un po’ le lacrime agli occhi! Mi piacque la tua riluttanza nel consegnare le chiavi e nel combattere per il Motorola con Ben! Tuttavia rimasi delusa del fatto che ne fecero una satira quando invece tu e David ci metteste tanto duro lavoro nei personaggi della serie. Come fu ritornare indietro ad impersonare quel ruolo dopo tutti questi anni?
PAUL : Come andare in bicicletta.
Pam : La EGPAF ha aiutato a fare grandi progressi nella lotta contro l’Aids pediatrico. Sono felice di poter essere una volontaria e di fare quel che posso per loro e in tuo onore. L’HIV/AIDS ha avuto un tremendo impatto sulla tua vita come tutti sappiamo. Qual è la cosa più positiva che hai abbracciato attraverso questa esperienza?
PAUL : Noi possiamo scegliere o di essere delle vittime in questa vita o invece di sforzarci di riconoscere ed accettare la nostra paura e di abbracciare l’opportunità di aprire i nostri cuori e di trovare compassione per noi stessi così come per gli altri.
Pam : Come ti piacerebbe essere ricordato?
PAUL : Per il mio sorriso.
Pam : Questo è già un dato di fatto! Penso che le persone ti conserveranno nei loro pensieri come un uomo di profonda intelligenza, pieno di passione e spiritualità. Uno dei migliori esempi di coraggio, forza e saggezza. Un insegnante dello spirito umano il cui sorriso illumina il mondo.
Anni fa, la tua ricetta della Curried Squash Soup [ricetta a base di zucca, cipolla, cannella, polvere di curry] venne pubblicata sul mensile di S&H. A me piace e la preparo spesso. Quali sono i tuoi cibi preferiti? I posti dove mangiare? Che cosa ami cucinare per te stesso e gli amici?
PAUL : ?
Pam : Descrivici il tuo tipico esercizio di routine.
PAUL : Lo yoga
Pam : Qual è il tuo campo da golf preferito e perché?
PAUL : Il Riviera…è vecchio, ma non invecchia mai.
Pam : Qual è il tuo handicap? (4)
PAUL : In questo momento? 11
Pam : E’ piuttosto buono! Non ti dirò il mio!
Tu indossi molto spesso una sciarpa di lana macchiettata bianca e nera. Qualcuno speciale l’ha fatta per te?
PAUL : No.
Pam : Qual è la miglior cosa che hai comprato o fatto per te stesso?
PAUL : I miei sabot. I preferiti.
Pam : Red Sox o Yenkeeessss?
PAUL : C’è bisogno di chiederlo?
Pam : Bene, di certo sei ancora un fan dei Sox!
Qualche commento per chiudere?
PAUL : L’ esistere è.
Pam : Quindi…tu sei nella tua gloria nella pienezza della verità di chi tu sei come essere divino e umano in questa vita, istante dopo istante. In quanto a me, sono contenta che sei nella pace e nella serenità.
PAUL : Magari lo fossi. Mi sforzo per pervenire a questo stato, e ciò avviene occasionalmente, quando il pendolo oscilla da quel punto estremo dell’attaccamento, poi attraversa quel momento di pace/presenza, lungo la sua strada verso quell’altro estremo dell’avversione.
Pam : Mi auguro che tu sia arrivato a conoscere e sperimentare questo stato completamente. Forse la gioia del “viaggio” è quella di sforzarsi sempre di arrivare. Di trovarsi in quel punto nel quale la pace e la serenità è dovunque in ogni momento.
Pam : Grazie, Paul!
PAUL : Grazie a te.
(1) La santeria nasce dal sincretismo di elementi della religione cattolica con altri della religione tradizionale praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti in molte zone specie dell’America Centrale (Cuba in particolare) e anche in luoghi con molti immigrati latino americani negli Stati Uniti (come Florida, New York e California).
Il termine "santeria" è stato coniato dagli Spagnoli per denigrare quella che a loro pareva una eccessiva devozione ai santi da parte dei loro schiavi, che andavano in questo modo a non comprendere il ruolo principale di Dio nella religione cattolica. Questo atteggiamento nacque da una costrizione imposta loro dagli schiavisti: la proibizione tassativa, pena la morte, di praticare le proprie religioni animiste portate con loro dall’Africa Occidentale, li costrinse a trovare una soluzione per aggirare questo divieto e cioè di celare, nel vero senso della parola, dietro l'iconografia cattolica i loro Dei così da essere liberi di adorarli senza incorrere alla crudeltà dell'oppressore. In tal modo i dominatori spagnoli pensarono che gli schiavi, da buoni cristiani, stessero pregando i santi quando in realtà stavano di fatto conservando le loro fedi tradizionali.
(2) Mindfulness (Sati in lingua Pali) pienezza della mente, è una tecnica nella quale una persona diventa intenzionalmente consapevole dei suoi pensieri e delle sue azioni, non sottoponendoli ad alcun giudizio. Questo gioca un ruolo centrale nel Buddismo, e viene considerato un requisito per sviluppare discernimento e saggezza. Questa tecnica sta anche ottenendo un crescente interesse nella psichiatria occidentale come un mezzo non farmacologico per combattere ansia e depressione.
Si tratta di produzioni teatrali che generalmente si realizzano solo nel periodo estivo. E a parte la
stagione, questi teatri mettono in scena gli stessi shows ogni anno, riutilizzando gli stessi scenari e costumi. Da qui il nome “stock”. Spesso punti di partenza per gli attori professionisti, i casts per queste produzioni sono tipicamente formati da giovani attori appena usciti dalla scuola o che ancora la frequentano.
(4) Nel golf per consentire a giocatori meno dotati di poter competere il più possibile ad "armi pari" con giocatori più bravi, si utilizza il sistema "a vantaggio" comunemente chiamato " ad handicap".
In sostanza, meno un giocatore è bravo, più colpi gli sono concessi per chiudere ogni buca. Il massimo di colpi in più a buca in Italia è due, quindi in un giro convenzionale di 18 buche si possono avere al più 36 colpi di vantaggio.
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